Una vita per l'Africa
L'ambiente

Una vita per l’Africa solleva l’onnipresente questione dello sfruttamento insostenibile delle risorse naturali.

Gli interessi occidentali e dei paesi emergenti dell’Asia hanno ormai sostituito quelli coloniali, facendo arricchire solo coloro che collaborano al raggiungimento di questi obiettivi. La popolazione locale è dimenticata e non riceve alcun beneficio economico dal prelievo delle risorse controllato dalle multinazionali del Nord del mondo.

Il messaggio di Brazzà è necessario particolarmente oggi se l’Africa intende spezzare la catena di sfruttamento e assenza di guida politica con una coscienza sociale che colleghi lo sviluppo alla tutela dell’ambiente. Il quarto produttore di petrolio in Africa, la Repubblica del Congo, è ricco di risorse naturali, compresa la formidabile foresta pluviale del Bacino del Congo, secondo ‘‘polmone verde’’ del pianeta dopo l’Amazzonia. Questa foresta è l’habitat naturale di metà delle specie animali dell’intera Africa e fonte di sostentamento per almeno 20 milioni di persone.

Tra il 1990 e il 2000 l’Africa tropicale ha perso 55 milioni di ettari delle sue antiche foreste. Rimane solo una piccola parte delIe foreste del Bacino del Congo che ha già perso l’85% del suo territorio verde di 2.2 milioni di chilometri quadrati. E quel che resta è tuttora minacciato dalle operazioni di estrazione industriale di tronchi delle compagnie concessionarie, nonostante l’accordo firmato a Brazzaville nel maggio del 2006 dai sette paesi del Bacino del Congo alla presenza di Jacques Chirac, come rappresentante dei G8.
In Europa, l’Italia è il secondo importatore di legname dal Bacino del Congo. Il legno costituisce ancora oggi in Africa la principale fonte di energia: il suo prelievo e le pratiche agricole del taglia e brucia contribuiscono a un tasso di deforestazione di gran lunga superiore alla capacità di autorigenerazione della foresta. Le foreste esplorate e tanto amate da Brazzà sono inoltre fonte di risorse alimentari importantissime per la sopravvivenza delle comunità locali che da essa direttamente dipendono. Brazzà lottò proprio contro i metodi di sfruttamento delle compagnie concessionarie della sua epoca per assicurare a questi territori uno sviluppo sostenibile nel rispetto della diversità biologica e culturale: la battaglia, da lui iniziata, continua tuttora e il WWF ne è uno dei paladini più costruttivi e instancabili per “un’Africa capace di futuro”.

 

 

 

Pietro Savorgnan di Brazzà, Makoko Iloo I - Una vita per l'Africa
2006 Roma, Parigi, Brazzaville
¥ colofone/credits ¥ ¥ copyright ¥ ¥ inizio pagina ¥