Una vita per l'Africa

Nella scuola

Il quadro

 

L’umanità di Brazzà, simbolo della concordia nazionale è  il titolo dell’opera che noi artisti della EPPP di Brazzaville abbiamo creato insieme, perché siamo una cooperativa, e individualmente perché ognuno di noi ha la propria visione e il proprio stile. L’opera, ideata per la mostra romana Una vita per l’Africa, è la sintesi di tutti i principali simboli delle etnie del Congo, le nostre tradizioni e le nostre credenze, ed è un esempio tangibile della diversità vissuta nella solidarietà reciproca. La nostra comunità della EPPP è come un microcosmo della concordia nazionale che tutti sognano per i loro figli.
La Scuola di Pittura di Poto-Poto ha un ruolo particolare sia per la città di Brazzaville che per la cultura della Repubblica del Congo. La libertà di ispirazione di cui godiamo è un segno rivelatore, quasi un segreto dono di Dio. Un proverbio dice: “Chi calunnia l’arte, calunnia la natura”. Noi la pensiamo così.
Affinché il visitatore non si perda nel dipinto, presentiamo qui gli spiriti che hanno guidato le nostre mani:
La Pantera
Ngampio
Nel regno téké la pantera è sinonimo di potenza, forza, agilità d’intelligenza e intuito del pericolo. Il colore del suo manto protettore è utilizzato deliberatamente dai dignitari della corte reale come simbolo di mistero e invisibilità. La sua comparsa viene vista come presagio.

Il matrimonio Bembé
Mpo
Nel Bueza, presso la tribù dei Bembé, il futuro sposo, per impressionare i suoceri, deve catturare da solo un porco selvatico. Per superare la prova si deve avere coraggio, pazienza e perspicacia. La presenza dell’animale in ogni matrimonio è essenziale come segno di buon augurio per l’equilibrio della coppia. La sua carne consente di cucinare un pasto succulento, nella regione di Buenza: la carne di maiale alla banana, il Ngulu mu mako.

Nkuyu wa yuma, la statuetta con i chiodi
Mayoulou
Questa statuetta, con i chiodi e uno specchietto sul ventre, è un feticcio sinonimo della sofferenza, del potere fisico e mistico, la forza del sacro. Viene utilizzata in diverse cerimonie iniziatiche e di esorcismo soprattutto nella zona meridionale del Pool, presso i Kongo.

IL SERGENTE MALAMINE
Iloki
Il senegalese Malamine è un protagonista essenziale nella vita di Savorgnan di Brazzà esploratore e nella storia del  Congo.

Pietro SAVORGNAN di BRAZZÀ
Mpo
L’esploratore italo-francese, storico personaggio indissolubilmente legato al nostro paese, firmò un’alleanza con S.M. Makoko nel settembre 1880. La nostra città, Brazzaville, da lui fondata, è l’unica capitale africana che non ha cambiato nome dopo l’epoca coloniale.

Iloo I, Sovrano Téké (ONKO), conosciuto           dagli europei con il nome di MAKOKO
Ngampio, Mahoungou, Vanessa
Il sovrano Makoko Iloo I rappresenta l’ordine e la pace e incarna il genio detentore del potere, Nkwé Mbali. Indossa nelle occasioni importanti l’emblematico collare di rame e ferro cesellato, e sempre la piuma del pappagallo, di colore rosso vivo. Per tutti i giorni, Makoko porta la collana con denti di pantera, simbolo del sacro potere dei dignitari del regno.

Pierre LODS
Mangouandza
Pittore francese, fondatore dell’EPPP nel 1951, ha lasciato al Congo un patrimonio infinito. La Scuola è un punto di riferimento nel paese. I suoi primi alunni furono Ossali, Ondongo, Elenga e Iloki.

nguia, il rappresentante del re
Dzon
Personalità influente per i Téké Gangolu e Mbochis, è considerato come un saggio-stregone che incarna il potere tradizionale e simbolizza il misticismo. L’omogeneità dei numerosi colori applicati sul volto riflette la sua potenza e lo sdoppiamento di personalità che si rivela anche nello sguardo imperturbabile.

Maschere Kebe-Kebe
Opou
Possiedono potere per i Téké Alima, per i Mbochis e i Kuyu. La maschera, insieme ai canti rituali, si situa sempre al centro di tutte le principali cerimonie di passaggio, come la nascita e la morte. Le popolazioni che vivono lungo le rive dell’Alima l’adorano e utilizzano questa coloratissima maschera, decorata da piume di diversi uccelli, in occasione della danza iniziatica che porta il suo nome. Il danzatore deve essere puro d’animo per essere in sintonia con questo feticcio.

Maschera Bakuelé
 Mangouandza
Questa maschera è sacra per i Bakouelé e i Bakotas (Mbamba). Chi la indossa deve essere puro d’animo e iniziato, il solo modo per evitare la collera del genio protettore. Viene usata nelle regioni del Sangha e del Lekumu e interviene in numerose cerimonie e rituali della vita della comunità.

IL FETICCIO Nzobi
Opou
Lo Nzobi è presente nelle regioni di Lekumu e della Cuvette occidentale. È molto esigente, sia per i principi che enuncia che per i divieti che impone. È necessaria una guida spirituale per riuscire ad essere in simbiosi con il feticcio Nzobi, che richiede sacrifici in cambio della sua protezione potentissima. Infine, lo Nzobi è molto temuto dai Téké Mbamba, Mbetis, Mboko e Ngaré.

Il lokolé
Bokouloumba
Tradizionale strumento musicale, usato nelle regioni di Likuala, di Bueza e di Sangha. È un pezzo di legno, svuotato all’interno e scolpito all’esterno, che viene utilizzato per trasmettere diversi messaggi, specialmente nel Likuala: le etnie Bmitabas, Balloys e Djombo se ne servono a questo scopo. L’uso del lokolé è codificato ed esige un apprendistato idoneo. Viene anche suonato nelle cerimonie pubbliche.

Pietro Savorgnan di Brazzà, Makoko Iloo I - Una vita per l'Africa
2006 Roma, Parigi, Brazzaville
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