Una vita per l'Africa
Makoko Ilo I°

E’ il leader spirituale dei Bateké, che sono il gruppo etnico più numeroso del Congo (circa il 60% su una popolazione di 3 milioni).
Eletto nel corso di un conclave regale, Makoko è visto dal suo popolo come garante della morale e guardiano delle tradizioni. Le figure di questo tipo sono spesso minacciate dai regimi autoritari africani, ma la loro influenza è fondamentale nella soluzione dei conflitti. Infatti, sono loro i quali possono collaborare ai negoziati di pace e aiutare a superare i lutti delle guerre.

L’amicizia fra Brazzà e Makoko offrì al Congo l’unico momento luminoso nel tragico oscurantismo della sua storia coloniale. Molti congolesi parlano di Brazzà come del loro “antenato bianco”, e sono molto orgogliosi dell’incontro avvenuto tra questi due illustri personaggi.

Di statura media, piuttosto magro, leggermente curvo per l’età, essendo presumibilmente non lontano dalla settantina. Porta al collo una pesante collana lavorata in segno della sua autorità suprema. IL suo volto serio senza pittura o tatuaggi è solcato da profonde fitte rughe. Lo sguardo, ordinariamente calmo dell’uomo riflessivo, è però capace di animarsi di sprazzi subito celati di comprensione o d’ira. Porta il torso nudo, mentre i fianchi sono fasciati da una ricca stoffa ricamata. Come ornamenti porta ai bicipiti braccialetti di ferro a spirale, e di bronzo ai polsi e alle caviglie. Nasconde una quasi completa calvizie con una curiosa papalina ricamata, ai cui lati si ergono due lunghe e fini penne che ricadono all’indietro.

Charles de Chavannes, L’Illustration, 23 gennaio 1886, p. 55

“La dinastia del re Makoko è molto antica. Il suo nome era conosciuto alla costa fin dal XV secolo. Bartolomeo Diaz e Cadamosto lo citano come uno dei più grandi potentati dell’Africa equatoriale dell’Ovest. L’influenza di Makoko, di carattere religioso, si estende fino alla confluenza dell’Alima con il Congo, e anche più oltre…”

dai diari di viaggio di Pietro di Brazzà, 1880


Pare incredibile, ma i legami fra i suoi discendenti italiani e la famiglia reale congolese Teké non si sono mai interrotti. Alcuni di loro nel corso degli anni hanno viaggiato a Mbé, antica sede del regno Teké e residenza di Makoko, a 150 chilometri a nord di Brazzaville.
Nel 2003 un pronipote, Detalmo Pirzio Biroli, ha affrontato il viaggio nonostante l’età di 88 anni, per incontrare e rendere omaggio a Sua Maestà Makoko Gaston Ngouayoulou.

L’attuale Makoko Auguste Nguempio, discendente diretto di Makoko Iloo I, è un simbolo di quell’identità e dignità africana sopravvissuta alla colonizzazione del passato, ma minacciata dalla globalizzazione del presente e dalle guerre per il controllo delle risorse naturali. Eletto a porte chiuse da un conclave di dodici dignitari di stirpe reale, Makoko è visto dal suo popolo come garante della morale e guardiano delle tradizioni, come simbolo di quell’Africa che vuole trovare una via di equità e di giustizia sociale. Le figure come Makoko sono fondamentali per la soluzione dei conflitti e nei negoziati di pace.

 

 

Pietro di Brazzà

Pietro Savorgnan di Brazzà, Makoko Iloo I - Una vita per l'Africa
2006 Roma, Parigi, Brazzaville
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